Costituzione Della Repubblica Italiana

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18 August 2021

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Come si vede il canone da seguire è quello della "ragionevolezza" delle eventuali differenze di trattamento che la legge può in astratto prevedere,valutazione sulla ragionevolezza, che ha anch'essa subito divergenti variazioni. Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. Non è difficile interpretare tale principio; l'Italia è una Repubblica democratica; ciò vuol dire principalmente che a tutti deve essere data la possibilità di accedere alla vita politica; questo principio trova la sua maggiore specificazione nel titolo IV della Costituzione relativo ai rapporti politici. Per certi versi simile è l’ordinamento che si fonda sulla Convenzione americana dei diritti dell’uomo del 1969, che ha istituito la Corte interamericana dei diritti dell’uomo.

«La dichiarazione dei diritti contiene le obbligazioni dei legislatori», afferma l'articolo l della sezione «doveri» della costituzione francese dell’anno III. Essi vennero aggiunti come conseguenza delle obiezioni mosse alla Costituzione durante i dibattiti sulla ratifica negli stati federati; l'obiezione più diffusa era che un forte governo centrale avrebbe tiranneggiato i cittadini se lasciato senza vincoli. Il fondamento normativo del diritto alla riservatezza si ricava dall'art. Peraltro la stessa Cassazione ricorda che "in mancanza di una legge di attuazione del precetto di cui all'art. 10, terzo comma, Cost. allo straniero il quale chiede il diritto di asilo null'altro viene garantito se non l'ingresso nello Stato, mentre il rifugiato politico, ove riconosciuto tale, viene a godere, in base alla Convenzione di Ginevra, di uno status di particolare favore".

In tal modo, Ferrajoli sembra fondare veritativamente, in senso logico (!), l'universalismo dei diritti, sfuggendo tra l'altro al problema di una fondazione etico-cognitivista dei diritti - esigenza tipica di ogni discorso universalista -, nonostante i saltuari richiami dell'autore alle tesi di Immanuel Kant. Si può dire, probabilmente, che il metodo dell'autore, ricalcato sulla prevalenza netta, se non esclusiva, dell'approccio della teoria generale del diritto, informi di sé anche le tesi di valore sostenute da Ferrajoli; per quanto, alla fine risulti evidente il loro fondamento assiologico e quindi, da questo lato, per nulla "neutrale". Risalta una certa incongruenza metodologica tra il fondare, in primis, determinate tesi filosofico-giuridiche e politiche - magari condivisibili - su di una proposta di teoria generale, ed il rinnegare, poi, tale fondazione. Con ogni probabilità, l'analisi di questioni complesse implicherebbe un approccio altrettanto "complesso", caratterizzato da un certo grado di sincretismo metodologico; il che non vuol dire superare la distinzione tra le varie discipline, ma semplicemente cercare di cogliere, forse con un minor livello di "purezza" ma con più realismo, la fenomenologia di determinati sistemi sociali .

Ceppa, Morale, Diritto, Politica, Torino, Einaudi, 1992. Beiträge zur Diskurstheorie des Rechts und des democratischen Rechsstaats, Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag, 1992, trad. Contributi a una teoria discorsiva del diritto e della democrazia, Milano, Guerini e Associati, 1996. Lo sostiene Michelangelo Bovero, "Diritti e democrazia costituzionale", in L. Ferrajoli, "I fondamenti dei diritti fondamentali", in Id., Diritti fondamentali, cit., p. 316. Volendo brevemente ricordare il significato delle obiezioni proposte, si può dire che convince poco del quadro ferrajoliano, all'interno dello stesso discorso moderno, innanzitutto la concezione del nesso sovranità-diritto.

Cooperiamo con le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e la società civile, insieme contribuiamo a rendere i diritti fondamentali una realtà per tutti coloro che vivono nell’Unione europea. I diritti fondamentali fanno ormai parte integrante del diritto dell’Unione europea. Inoltre va sottolineata l’importanza della Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950, che prevede la facoltà per gli individui che abbiano subito una violazione di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, nel caso in cui non abbiano ricevuto adeguata soddisfazione davanti ai giudici nazionali. Tutti gli altri diritti e libertà derivano da questo principio basilare riguardante la libertà personale, come uno dei diritti inviolabili dell’uomo, intendendo ovviamente il termine uomo nel senso di umanità, comprensivo sia della donna sia dell’uomo. I diritti fondamentali, secondo una delle definizioni più note, sono “quei diritti soggettivi che spettano universalmente a tutti gli esseri umani in quanto dotati dello status di persone, o di cittadini, o di persone capaci di agire”.

Ferrajoli, dichiaratamente, non fa riferimento a un "improbabile e non auspicabile" governo mondiale, ma "alla prospettiva, indicata da Kelsen esattamente cinquant'anni fa nel suo libro La pace attraverso il diritto, di un'effettiva limitazione della sovranità degli stati mediante l'introduzione di garanzie giurisdizionali contro le violazioni della pace al loro esterno e dei diritti umani al loro interno" . Ferrajoli sottolinea il momento storico nel quale si colloca tale mutamento di paradigma, e cioè all'indomani della catastrofe della seconda guerra mondiale e della sconfitta del nazifascismo. Proprio in quella fase nasce l'odierno costituzionalismo - si pensi alla Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite del 1945, alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, ovviamente alla Costituzione italiana del 1948, nonché alla legge fondamentaletedesca dell'anno successivo. Il principio di mera legalità era apparso, allora, insufficiente a garantire contro gli abusi del potere legislativo, ma anche della giurisdizione e dell'amministrazione; e si riscopre, in tal modo, il significato di "costituzione" quale limite e vincolo ai pubblici poteri, accogliendo nuovamente l'ispirazione della Dichiarazione dei diritti del 1789. 3, 4, 5 della convenzione europea per la partecipazione dello straniero alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992 e ratificata e resa esecutiva dall'Italia con legge 8 marzo 1994, n.

Il trattato di Amsterdam ha inoltre riconosciuto la competenza della Corte di Giustizia a esercitare un controllo giurisdizionale sulle attività delle istituzioni, affinché siano svolte nel rispetto dei principi relativi alla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sanciti all’art. Il Documento conclusivo manifesta di volere riaffermare il comune impegno degli Stati, riguardo ai singoli campi e settori di esercizio di questi stessi diritti, pervenendo in tal modo a realizzare un elenco articolato e una specificazione pratica. Confermano in sostanza che la promozione dei diritti soggettivi ha un’importanza capitale per la dignità umana e per il raggiungimento delle legittime aspirazioni di ciascun individuo.

Il 5 maggio 1949 veniva istituito il Consiglio d’Europa – con sede a Strasburgo – con lo scopo di tutelare i diritti dell’uomo e la democrazia pluralista e garantire il primato del diritto in Europa. Sotto la sua egida, veniva firmata a Roma il 4 novembre 1950 la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali . Se da un lato vi sono paesi europei che, come si è detto, hanno apertamente imboccato la via della deroga al rispetto dei diritti fondamentali, dall’altro lato vi sono paesi che, invece, si sono preoccupati di disciplinare le misure di contenimento dell’epidemia in modo convenzionalmente conforme. Un modello di disciplina, dal quale potrebbe prendere spunto il legislatore italiano, è rappresentato dal Coronavirus Act, adottato il 25 marzo 2020, e il cui testo, per la parte qui rilevante, può leggersi in allegato (Schedule 21, §§ 14-17). È un modello interessante perché riguarda un paese che, come il nostro, fa parte del Consiglio d’Europa ed è pertanto tenuto al rispetto dei principi convenzionali di cui si è detto. https://carovanemigranti.org/ emerge chiaramente da una lettura, pur cursoria, del Coronavirus Act.

3 è in prima istanza il legislatore, che deve considerare eguali tutti i cittadini. Il legislatore deve parificare le situazioni giuridiche eguali e distinguere le situazioni giuridiche diverse, senza mai assumere come criterio di diversificazione quelli enunciati nell'art. Il secondo emendamento garantisce il diritto di possedere armi; se tale diritto sia esteso ai privati cittadini o solo alle milizie statali è stata questione di acceso dibattito, e le varie corti hanno interpretato il suo significato in diversi casi sin dal 1900. Ma nel luglio del 2008 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto dei cittadini di possedere armi, dichiarando incostituzionale la legge del distretto di Columbia che invece ne vietava, ai residenti, il possesso. È così stabilito il diritto individuale dei cittadini americani ad essere armati annullando la legge che da 32 anni proibiva di tenere in casa una pistola per difesa personale nella città di Washington.

È invece derogata proprio a proposito dei provvedimenti dotati della maggior capacità di incidere sulla condizione giuridica dello straniero. Il progresso dell’uomo sul nostro pianeta è evidente anche nell’affermazione, lenta e, talvolta, contraddittoria, dei cosiddetti diritti umani. Si tratta di quei diritti fondamentali che, paradossalmente, sono stati gli ultimi, in ordine di tempo, ad essere riconosciuti come diritti appartenenti ad ogni donna e uomo semplicemente perché venuti al mondo. Il perno di questi diritti è innanzitutto la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 a Parigi (a quel tempo, le Nazioni Unite, di cui l’Italia non faceva ancora parte, erano costituite da 58 Paesi ed a favore della Dichiarazione votarono in 48). La Dichiarazione si compone di un preambolo e di 30 articoli nei quali vengono enunciati in forma solenne i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali spettanti a tutti i membri della famiglia umana senza distinzione alcuna. La Dichiarazione è in sostanza un ideale comune che tutti i popoli e tutte le nazioni sono chiamati a raggiungere.

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